IL QUARTO MESE - GLI ESAMI – LA TOXOPLASMOSI
Gli esami…
Nessun problema per l’esame del sangue, ma per quello delle urine???
Nessuno vi ha spiegato come diavolo si fa, nemmeno il vostro ginecologo che pagate fior di quattrini e con cui ve la prenderete quando in ospedale vi faranno sentire un imbecille perché non avete usato il barattolo giusto né seguito la corretta procedura.
Mal che vada vi toccherà passare una mattinata con la mano in mezzo alle gambe per trattenere l’urina almeno tre ore. Questo farà sì che possa essere utilizzata per l’urinocoltura.
Nessun problema per il primo dei barattoli in cui avete messo la prima urina del mattino invece.
In questo periodo inizierete a pensare di farvi mettere un catetere da appendere alla cintura del vestito. Un bel catetere magari in tinta con le scarpe!
Niente paura. Tutto nella norma. Fastidioso, ma nella norma. Se il water vi ha tenuto compagnia nei primi mesi per accogliere gli scarsi residui del vostro stomaco, ora diventerà l’inseparabile amico per liberarvi dal continuo peso alla vescica.
Spesso lo vedrete in mezzo alla strada come un miraggio. Ringrazierete il cielo quando entrando in un bar scoprirete che il bagno è libero. Vorreste portare quello di casa vostra ovunque con voi.
La gravidanza non è una malattia, ma come vedete vi creerà qualche disguido tecnico.
Gli esami del sangue vi hanno dato buone notizie. Non ci sono grossi problemi però… però non avete fatto la toxoplasmosi.
E che sarà mai!!!
Prima di tutto vi chiederete come sia possibile dopo aver passato l’infanzia a stretto contatto con i gatti randagi di tutto il quartiere, ma ve ne farete una ragione e vi domanderete che cosa comporta non averla fatta.
Bè… se siete ghiotte di salame per un po’ dovrete rinunciarci.
Lavate bene tutta la verdura soprattutto quella che sta per terra come l’insalata.
Non dimenticate mai di chiedere bene al vostro ginecologo.
Naturalmente avrete voglia di mangiare solo salame per il solo fatto che non potete.
Se avete un micio in casa non allarmatevi. Innanzitutto se è sempre vissuto in casa sono scarsissime le probabilità che sia portatore della malattia, ma anche se lo fosse non dovrete per forza regalarlo alla vecchia zia o rinchiuderlo in cantina (poverino!!).
Basta un po’ di attenzione e la disponibilità di qualcuno della famiglia per il cambio della lettiera. Voi non dovete mai avvicinarvi alle feci e alla sabbietta!
Per il resto potrete tranquillamente continuare a coccolarlo e accarezzarlo senza farvi venire una crisi isterica ogni volta che vi si struscia sulle gambe.
Il vino?
Un bicchiere a pasto è consentito, ma lasciate perdere i superalcolici.
Anche in questo caso il consiglio del ginecologo è insostituibile.
Le sigarette…
Sarebbe meglio non fumare naturalmente, ma sappiamo tutti quanto sia difficile smettere e quanto stress comporti il solo fatto di pensare di farlo.
Quasi tutti i ginecologi consigliano di tenersi almeno sotto le dieci al giorno. Questo non vi costerà alcuna fatica nei primi mesi perché il solo odore del fumo vi farà lo stesso effetto di quello che esce dal tubo di scappamento della vecchia macchina del vostro vicino di casa, ma quando inizierete ad avere meno nausea la voglia probabilmente tornerà a farsi sentire.
Se resistete è meglio, ma se proprio non potete farne a meno non esagerate.
Ormai siete nel quarto mese. Un mese strano… in cui non avete ancora ben chiaro che c’è qualcuno dentro di voi. Le nausee sono passate e vi domandate: sarà ancora lì? Andrà tutto bene?
Sì, perché ancora non lo sentite. Voi siete già cambiate fisicamente, ma ancora non sembrate incinte. Sembrate solo in soprappeso e questo non vi fa essere di buon umore. Tenderete a giustificarvi con tutte le persone che incontrate e che ancora non sanno.
Non lo vorreste fare ma è più forte di voi.
Quando vedete il modo in cui vi guardano… con quello sguardo che dice: mamma mia com’è ingrassata!
Non potrete farne a meno.
Cominciate a non vedere l’ora di avere la pancia grossa, di dimostrare a tutti che siete proprio incinte.
Il quarto mese non vi darà gradi soddisfazioni e l’unica cosa che noterete è che la bilancia da i numeri.
Si sarà rotta?
No… state cominciando a prendere peso.
Sul serio sta volta.
lunedì 24 novembre 2008
La gravidanza non è una malattia. Capitolo IV
TERZO MESE E FAMIGLIA
Dopo tre mesi di nausee vi sembra di stare un po’ meglio. Certo siete molto stanche e tutto vi costa più fatica. La concentrazione scarseggia e iniziate a fremere. Il vostro corpo è cambiato e continuerà a farlo per i prossimi sette mesi.
Non avete ancora del tutto accettato il fatto che diventerete madri, ma siete sulla buona strada.
Grazie al cielo non esistono più gli uomini di una volta ed il vostro compagno o marito cerca di aiutarvi in tutti i modi dimostrando grande sensibilità.
Questa è una grossa fortuna.
Probabilmente non sarà così per tutte purtroppo, ma vi assicuro che questo è un ottimo punto di partenza. Grazie alle sue attenzioni, al fatto che alle sette del mattino vi pulirà dal sale le acciughe o vi correrà a comprare il gelato penserete al vostro bambino in modo diverso. Penserete che è anche figlio suo. Che voi due insieme avete dato vita ad un nuovo essere umano. Che questo non può che essere un miracolo.
Vi informate in ogni modo. Comprate libri, cercate su internet e scoprite che tra non molto dovreste cominciare a sentire i primi movimenti. Non vedete l’ora!
Durante la prima ecografia avete visto quell’esserino lungo appena sette centimetri che saltava allegramente senza che voi vi accorgeste di nulla. C’è già tutto! La testolina, le gambine, le mani, le braccia… tutto!
E’ da non credere!
Quando siete uscite dall’ospedale eravate euforiche fino a quando non vi siete specchiate in una vetrina dove un abito splendido ammiccava tentandovi in tutti i modi.
Inutile la prova in camerino.
Avete preso almeno una taglia di seno, l’addome è gonfio anche se non ancora pronunciato, la ritenzione idrica si è accumulata su braccia e gambe.
Quel vestito vi sta uno schifo.
Uscite demoralizzate con il solo desiderio di chiudervi in casa.
Tutto questo perché ancora non avete la vera pancia da donna incinta.
Davanti a quel prodigio tutto il resto vi sembrerà una sciocchezza.
Anche se siete sempre state fissate con dieta e ginnastica; anche se non potete sopportare il seno grosso e mai e poi mai lo avreste voluto.
Ma è ancora presto. La pancia sembra solo gonfia come i giorni prima del ciclo. Il seno è dolorante.
Non è il momento per far acquisti di vestiario. Sarebbe deprimente soprattutto se amate vestiti aderenti e giacche sciancrate. Ci sarà tempo dopo per farsi qualche regalo.
Si sta chiudendo un’epoca e la cosa non deve spaventarvi. Vedete in giro ragazze o donne più o meno della vostra età che sfoggiano un fisico da urlo, una bella pelle compatta e voi vi sentite arrivate al capolinea.
Pensate: non sarò mai più quella di prima e non posso nemmeno permettermi di fare trattamenti anticellulite o roba del genere. Diventerò grassa, sformata, mi cadranno tutti i capelli durante l’allattamento, il seno mi arriverà sotto le ginocchia e nemmeno un reggiseno appositamente costruito dalla nasa riuscirà a ridarmi un decolté decente, avrò profonde occhiaie perché non riuscirò più a dormire e correrò come una matta tutto il santo giorno.
Non pensateci!
Certo molto dipende dalla vostra costituzione, da quanto mangerete e cosa mangerete, da quanto siete determinate a non diventare un relitto privo di qualsiasi fascino. Ricordatevi che vostro marito può essere l’uomo migliore del mondo, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Se lo amate non vi costerà fatica darci dentro e tornare gradevole.
In fondo a voi farebbe piacere vedere lui che si lascia andare diventando l’opposto dell’uomo che avete sposato?
Non credo.
Ricordatevi che una famiglia è composta da un uomo, una donna e dei figli. Non prendete tutto sottogamba. Non pensate che tanto oggi è normale separarsi o che se vi ama vi deve accettare sempre perché questo è puro egoismo. Non pensate che vostro figlio crescerà bene anche senza avere i genitori uniti.
Non è così.
Certo, crescerà. Se la caverà e diventerà una brava persona, ma dentro avrà sempre un dolore sordo che gli condizionerà la vita.
Ricordate che siete una squadra. Tra le quattro mura di casa non avete un nemico, ma l’unica vera persona al mondo su cui sapete di poter contare sempre.
Regola numero uno: rispetto.
Rispettare lui vuol anche dire rispettare se stesse ed essere donna. La donna che lui ha sposato non un’estranea assillata da pappe, pannolini e basta.
Con questo non voglio dire che se vi rimarranno due chili in più sarà una tragedia o che se lo trascurerete un po’ sarà la fine. Cercate però sempre di mettervi nei suoi panni e di non dare nulla per scontato.
A nessuno piace rimanere soli e se voi comincerete a trascurarlo sarà per lui inevitabile provare questa spiacevole sensazione.
Anche in questi primi mesi rendetelo partecipe delle vostre sensazioni. Se non parlate con lui con chi altro dovete farlo? Comunicategli i vostri pensieri, anche quelli negativi. Vedrete che dar loro voce li renderà meno pesanti e vi stupirete di trovare un notevole conforto nelle parole del vostro lui.
Se per voi è difficile accettare la gravidanza, immaginate quanto lo può essere per lui che non sta provando nulla di fisico né psicologicamente tanto forte e ormonalmente devastante.
Vogliamo parlare di questi ormoni subdoli che viaggiano nel nostro corpo rendendoci simili a delle psicolabili?
Nonostante vi sentiate uno straccio, nonostante abbiate un certo timore… vi sentite pronte a diventare come Moana Pozzi.
Siete tutte in subbuglio e durante la giornata immaginate cose che mai potreste confessare.
Se non avete una gravidanza problematica o rischi di aborto non rinunciate al sesso che vi assicuro, vi darà enormi soddisfazioni.
Certo per un po’ dovrete mettere da parte frustino, manette e sesso violento, ma non rinunciate a questa parte così importante della vostra vita. Vi aiuterà a sentirvi ancora donne desiderabili nonostante tutto.
Non rimaneteci male se vostro marito troverà divertente il vostro seno prosperoso anche se in tutti gli anni passati insieme ha sempre sostenuto di non amare le tette grosse. Sono le vostre no?
Dopo tre mesi di nausee vi sembra di stare un po’ meglio. Certo siete molto stanche e tutto vi costa più fatica. La concentrazione scarseggia e iniziate a fremere. Il vostro corpo è cambiato e continuerà a farlo per i prossimi sette mesi.
Non avete ancora del tutto accettato il fatto che diventerete madri, ma siete sulla buona strada.
Grazie al cielo non esistono più gli uomini di una volta ed il vostro compagno o marito cerca di aiutarvi in tutti i modi dimostrando grande sensibilità.
Questa è una grossa fortuna.
Probabilmente non sarà così per tutte purtroppo, ma vi assicuro che questo è un ottimo punto di partenza. Grazie alle sue attenzioni, al fatto che alle sette del mattino vi pulirà dal sale le acciughe o vi correrà a comprare il gelato penserete al vostro bambino in modo diverso. Penserete che è anche figlio suo. Che voi due insieme avete dato vita ad un nuovo essere umano. Che questo non può che essere un miracolo.
Vi informate in ogni modo. Comprate libri, cercate su internet e scoprite che tra non molto dovreste cominciare a sentire i primi movimenti. Non vedete l’ora!
Durante la prima ecografia avete visto quell’esserino lungo appena sette centimetri che saltava allegramente senza che voi vi accorgeste di nulla. C’è già tutto! La testolina, le gambine, le mani, le braccia… tutto!
E’ da non credere!
Quando siete uscite dall’ospedale eravate euforiche fino a quando non vi siete specchiate in una vetrina dove un abito splendido ammiccava tentandovi in tutti i modi.
Inutile la prova in camerino.
Avete preso almeno una taglia di seno, l’addome è gonfio anche se non ancora pronunciato, la ritenzione idrica si è accumulata su braccia e gambe.
Quel vestito vi sta uno schifo.
Uscite demoralizzate con il solo desiderio di chiudervi in casa.
Tutto questo perché ancora non avete la vera pancia da donna incinta.
Davanti a quel prodigio tutto il resto vi sembrerà una sciocchezza.
Anche se siete sempre state fissate con dieta e ginnastica; anche se non potete sopportare il seno grosso e mai e poi mai lo avreste voluto.
Ma è ancora presto. La pancia sembra solo gonfia come i giorni prima del ciclo. Il seno è dolorante.
Non è il momento per far acquisti di vestiario. Sarebbe deprimente soprattutto se amate vestiti aderenti e giacche sciancrate. Ci sarà tempo dopo per farsi qualche regalo.
Si sta chiudendo un’epoca e la cosa non deve spaventarvi. Vedete in giro ragazze o donne più o meno della vostra età che sfoggiano un fisico da urlo, una bella pelle compatta e voi vi sentite arrivate al capolinea.
Pensate: non sarò mai più quella di prima e non posso nemmeno permettermi di fare trattamenti anticellulite o roba del genere. Diventerò grassa, sformata, mi cadranno tutti i capelli durante l’allattamento, il seno mi arriverà sotto le ginocchia e nemmeno un reggiseno appositamente costruito dalla nasa riuscirà a ridarmi un decolté decente, avrò profonde occhiaie perché non riuscirò più a dormire e correrò come una matta tutto il santo giorno.
Non pensateci!
Certo molto dipende dalla vostra costituzione, da quanto mangerete e cosa mangerete, da quanto siete determinate a non diventare un relitto privo di qualsiasi fascino. Ricordatevi che vostro marito può essere l’uomo migliore del mondo, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Se lo amate non vi costerà fatica darci dentro e tornare gradevole.
In fondo a voi farebbe piacere vedere lui che si lascia andare diventando l’opposto dell’uomo che avete sposato?
Non credo.
Ricordatevi che una famiglia è composta da un uomo, una donna e dei figli. Non prendete tutto sottogamba. Non pensate che tanto oggi è normale separarsi o che se vi ama vi deve accettare sempre perché questo è puro egoismo. Non pensate che vostro figlio crescerà bene anche senza avere i genitori uniti.
Non è così.
Certo, crescerà. Se la caverà e diventerà una brava persona, ma dentro avrà sempre un dolore sordo che gli condizionerà la vita.
Ricordate che siete una squadra. Tra le quattro mura di casa non avete un nemico, ma l’unica vera persona al mondo su cui sapete di poter contare sempre.
Regola numero uno: rispetto.
Rispettare lui vuol anche dire rispettare se stesse ed essere donna. La donna che lui ha sposato non un’estranea assillata da pappe, pannolini e basta.
Con questo non voglio dire che se vi rimarranno due chili in più sarà una tragedia o che se lo trascurerete un po’ sarà la fine. Cercate però sempre di mettervi nei suoi panni e di non dare nulla per scontato.
A nessuno piace rimanere soli e se voi comincerete a trascurarlo sarà per lui inevitabile provare questa spiacevole sensazione.
Anche in questi primi mesi rendetelo partecipe delle vostre sensazioni. Se non parlate con lui con chi altro dovete farlo? Comunicategli i vostri pensieri, anche quelli negativi. Vedrete che dar loro voce li renderà meno pesanti e vi stupirete di trovare un notevole conforto nelle parole del vostro lui.
Se per voi è difficile accettare la gravidanza, immaginate quanto lo può essere per lui che non sta provando nulla di fisico né psicologicamente tanto forte e ormonalmente devastante.
Vogliamo parlare di questi ormoni subdoli che viaggiano nel nostro corpo rendendoci simili a delle psicolabili?
Nonostante vi sentiate uno straccio, nonostante abbiate un certo timore… vi sentite pronte a diventare come Moana Pozzi.
Siete tutte in subbuglio e durante la giornata immaginate cose che mai potreste confessare.
Se non avete una gravidanza problematica o rischi di aborto non rinunciate al sesso che vi assicuro, vi darà enormi soddisfazioni.
Certo per un po’ dovrete mettere da parte frustino, manette e sesso violento, ma non rinunciate a questa parte così importante della vostra vita. Vi aiuterà a sentirvi ancora donne desiderabili nonostante tutto.
Non rimaneteci male se vostro marito troverà divertente il vostro seno prosperoso anche se in tutti gli anni passati insieme ha sempre sostenuto di non amare le tette grosse. Sono le vostre no?
La gravidanza non è una malattia. Capitolo III
IL GINECOLOGO E GLI ESAMI DA FARE
E’ tutto nuovo per voi e non sapete bene tutto quello che c’è da fare.
Il primo passo è scegliere il ginecologo.
Se ne avete uno di fiducia siete a cavallo, se no potete affidarvi al consultorio della vostra città oppure sceglierne uno magari su consiglio di qualche amica che ha già avuto una gravidanza.
E’ importante che sia un medico scrupoloso, attento e umano.
Durante la prima visita vi sorgono dei dubbi su questi punti?
Cambiatelo!
Avete anche la possibilità di affidarvi alle ostetriche se avete una gravidanza senza particolari problemi o come si dice: fisiologica, ma c’è un problema…
Le ostetriche per quanto brave possano essere non sono dei dottori e non possono prescrivervi gli esami o eventuali medicinali.
In questo caso dovrete fare la visita da loro e poi recarvi dal vostro medico di famiglia per le ricette.
Per praticità io consiglio un ginecologo.
Lui ha una serie di fogli prestampati dove vi segnerà di volta in volta gli esami da fare senza che voi dobbiate andare poi dal vostro medico di famiglia.
Con questo foglio potete recarvi direttamente all’ospedale come se aveste un’impegnativa vera e propria.
Ecco come si presenta questo elenco:
All’inizio della gravidanza, entro la 13° settimana o comunque al primo controllo:
- gruppo sanguigno e fattore RH
- Glicemia
- Transaminasi
- Anticorpi toxoplasma
- Ecografia
- Test di Coomb indiretto
- TPHA
- VDRL
- Anticorpi rosolia
- HIV
- Emocromo
- Esame urine completo
Tra la 14° e la 18°
- Esame urine completo
- Test di Coombs (se RH negativo)
- Urinocoltura
- Anticorpi toxoplasma (se non l’avete fatta)
- Anticorpi rosolia (idem)
Tra la 19° e la 23°
- Esame urine completo
- Test di Coombs (se RH negativo)
- Ecografia
- Urinocoltura
- Anticorpi toxoplasma ( come sopra)
Tra la 24° e la 27°
- Glicemia
- Anticorpi toxoplasma
- Esame completo urine
- Urinocoltura
Tra la 28° e la 32°
- Emocromo
- Esame completo urine
- Test di Coombs
- Ecografia
- Ferritina (se MCV ridotto)
- Urinocoltura
- Anticorpi toxoplasma
Tra la 33° e la 37°
- Emocromo
- HbsAg
- Esame urine completo
- Anticorpi HCV
- Urinocoltura
- Anticorpi HIV (se rischio anamnestico)
- Test di Coombs
- Anticorpi toxoplasma
Tra la 36° e la 37°
- Tampone vaginale per ricerca streptococco gruppo B
Tra la 38° e la 40°
- Esame urine completo
- Urinocoltura
Dalla 41°
- Ecografia (richiesta dallo specialista)
- CTG (idem)
Ogni volta che farete l’ecografia potrete prenotarvi per quella successiva immediatamente senza dover tornare in ospedale un’altra volta oppure telefonare successivamente.
Per gli esami di sangue e urine non dovrete fare altro che decidere il giorno, raccogliere le urine negli appositi recipienti e recarvi digiune presso l’ambulatorio dove si effettuano questi esami. Non è necessaria alcuna prenotazione.
Di fondamentale importanza: l’acido folico!
In gravidanza dovete assumerne parecchio di più rispetto al solito.
Perché è importante?
Per evitare una terribile malattia come la spina bifida.
Esiste in commercio il Fertifol che è mutuabile. Se il vostro ginecologo “se ne dimentica” (cosa inammissibile) fateglielo presente oppure andata dal vostro medico di famiglia e fatevelo prescrivere. Dovrete prenderlo per tutta la durata della gravidanza!
Mi raccomando!
E’ tutto nuovo per voi e non sapete bene tutto quello che c’è da fare.
Il primo passo è scegliere il ginecologo.
Se ne avete uno di fiducia siete a cavallo, se no potete affidarvi al consultorio della vostra città oppure sceglierne uno magari su consiglio di qualche amica che ha già avuto una gravidanza.
E’ importante che sia un medico scrupoloso, attento e umano.
Durante la prima visita vi sorgono dei dubbi su questi punti?
Cambiatelo!
Avete anche la possibilità di affidarvi alle ostetriche se avete una gravidanza senza particolari problemi o come si dice: fisiologica, ma c’è un problema…
Le ostetriche per quanto brave possano essere non sono dei dottori e non possono prescrivervi gli esami o eventuali medicinali.
In questo caso dovrete fare la visita da loro e poi recarvi dal vostro medico di famiglia per le ricette.
Per praticità io consiglio un ginecologo.
Lui ha una serie di fogli prestampati dove vi segnerà di volta in volta gli esami da fare senza che voi dobbiate andare poi dal vostro medico di famiglia.
Con questo foglio potete recarvi direttamente all’ospedale come se aveste un’impegnativa vera e propria.
Ecco come si presenta questo elenco:
All’inizio della gravidanza, entro la 13° settimana o comunque al primo controllo:
- gruppo sanguigno e fattore RH
- Glicemia
- Transaminasi
- Anticorpi toxoplasma
- Ecografia
- Test di Coomb indiretto
- TPHA
- VDRL
- Anticorpi rosolia
- HIV
- Emocromo
- Esame urine completo
Tra la 14° e la 18°
- Esame urine completo
- Test di Coombs (se RH negativo)
- Urinocoltura
- Anticorpi toxoplasma (se non l’avete fatta)
- Anticorpi rosolia (idem)
Tra la 19° e la 23°
- Esame urine completo
- Test di Coombs (se RH negativo)
- Ecografia
- Urinocoltura
- Anticorpi toxoplasma ( come sopra)
Tra la 24° e la 27°
- Glicemia
- Anticorpi toxoplasma
- Esame completo urine
- Urinocoltura
Tra la 28° e la 32°
- Emocromo
- Esame completo urine
- Test di Coombs
- Ecografia
- Ferritina (se MCV ridotto)
- Urinocoltura
- Anticorpi toxoplasma
Tra la 33° e la 37°
- Emocromo
- HbsAg
- Esame urine completo
- Anticorpi HCV
- Urinocoltura
- Anticorpi HIV (se rischio anamnestico)
- Test di Coombs
- Anticorpi toxoplasma
Tra la 36° e la 37°
- Tampone vaginale per ricerca streptococco gruppo B
Tra la 38° e la 40°
- Esame urine completo
- Urinocoltura
Dalla 41°
- Ecografia (richiesta dallo specialista)
- CTG (idem)
Ogni volta che farete l’ecografia potrete prenotarvi per quella successiva immediatamente senza dover tornare in ospedale un’altra volta oppure telefonare successivamente.
Per gli esami di sangue e urine non dovrete fare altro che decidere il giorno, raccogliere le urine negli appositi recipienti e recarvi digiune presso l’ambulatorio dove si effettuano questi esami. Non è necessaria alcuna prenotazione.
Di fondamentale importanza: l’acido folico!
In gravidanza dovete assumerne parecchio di più rispetto al solito.
Perché è importante?
Per evitare una terribile malattia come la spina bifida.
Esiste in commercio il Fertifol che è mutuabile. Se il vostro ginecologo “se ne dimentica” (cosa inammissibile) fateglielo presente oppure andata dal vostro medico di famiglia e fatevelo prescrivere. Dovrete prenderlo per tutta la durata della gravidanza!
Mi raccomando!
domenica 9 novembre 2008
Vittoria
Ecco la nostra piccola Vittoria.
Non posso spiegare la gioia... l'amore incredibile che si è impossessato di me appena l'ho sentita piangere.
Sono emozioni troppo forti e inaspettate.Per quanto te ne possano parlare gli altri, non puoi davvero comprendere finchè non le provi.
Ora nulla conta più al suo confronto.Mamma e papà sono stanchi ma talmente felici....
venerdì 31 ottobre 2008
La gravidanza non è una malattia. Capitolo II
I CONSIGLI E LA PAURA
Quando arriva il giorno dopo vi sentite già più pratiche e usate il test (che deve avere inserti in oro per quanto costa) ed il risultato non vi delude.
Siete proprio incinte.
Da questo momento in avanti comincia una nuova vita per voi. I vostri ormoni si divertono a farvi cambiare umore da un momento all’altro e tutto sembra difficile.
Le domande che vi siete poste quella mattina chiuse in bagno vi assillano per settimane, mesi addirittura.
Tutti si congratulano e voi invece avete solo una gran paura.
Non sarà troppo presto? Vi domandate nonostante abbiate passato da un pezzo il periodo adolescenziale.
Diventeremo poveri! Vi dite pensando a quanto costa tutto quello che riguarda i bambini.
Lui cresce dentro di voi e voi non siete così certe di volere che questo accada. Lo sentite quasi come un estraneo. E’ come se vi avessero appena detto che vi verrà piazzato un neonato in casa senza che possiate fare nulla per far sì che non accada.
Perché di certo non pensate a liberarvi di quella creatura che avete tanto desiderato. Sapete che in fondo le vostre paure sono legittime. Vi sentite in colpa per il solo fatto di avere dubbi, ma non dovete.
E’ normale.
Ora tutti sono pronti a darvi dei consigli e raccontarvi la loro esperienza. Spesso sminuiranno i vostri malesseri e vi terrorizzeranno con frasi del tipo:
ma chi ve l’ha fatto fare?
Vedrete dopo!
Dormi adesso perché poi non ti capiterà così spesso!
Avete finito di vivere.
Queste frasi vengono tutte da gente che ha già figli e vi angosciano anche se non avete mai dato credito alle parole di queste simpatiche persone che vogliono solo farvi del bene…
Parlando con queste mamme datate vi sentirete dire:
io non ho avuto niente!
Non so cosa siano le nausee!
Ero più in forma di prima, forte come un toro!
La pressione bassa a me ha fatto un baffo!
Dolori pelvici? Ma quando mai!
Voi però passate la giornata a vomitare e se non vomitate avete lo stomaco rivoltato come un calzino.
I consigli delle mamme datate si sprecano:
mangia roba secca e salata.
Non bere troppa acqua.
Fai delle passeggiate.
Non fissarti sulle nausee se no non ti passano.
Tutto questo vi entra da un orecchio e vi esce dall’altro lasciandovi solo un vago senso di fastidio… un po’ come la puntura di una zanzara.
Perché voi non siete nate ieri. Sapete perfettamente che con la nausea è meglio bere di meno e mangiare cose asciutte, ma non passa!
Non passa!
Qualsiasi odore è un pugno allo stomaco. Qualsiasi sapore è terribile.
Dicono che le mamme sono tutte belle e voi pensate: perché non hanno mai visto me adesso!
A questo punto potete scegliere di coprire tutti gli specchi di casa oppure rintanarvi in camera da letto con la faccia sotto il cuscino.
Non se ne parla di andare a lavorare. State troppo male. Chi se ne frega se i colleghi pensano che state esagerando. Lo sapete voi come state!
Ogni tanto qualcuno vi manderà un messaggio o vi farà una telefonata. Non fate caso all’incredulità dei vostri interlocutori quando dopo aver ascoltato tutti i vostri sintomi vi risponderanno: ma… strano… mia cugina non se n’è neanche accorta!
Oppure: ma non puoi prendere qualcosa?
Certo… perché nel frattempo ovviamente siete andate alla vostra prima visita dal ginecologo e gli avete chiesto se esiste qualcosa per quella nausea terrificante che vi assilla dal mattino alla sera. Gli avete anche chiesto come mai non riuscite a stare sveglie per più di tre ore consecutive.
Lui vi ha sorriso… e vi ha detto che potete usare delle supposte… se è proprio indispensabile… e che è normale essere molto stanche soprattutto i primi mesi.
Fiduciose acquistate le supposte prescritte, arrivate a casa e leggete a fondo il bugiardino.
Dopo averlo letto in tutte le sue parti, la scatoletta finirà in un cassetto senza mai venire aperta.
Sì, potete usarle, ma c’è anche scritto: se è proprio indispensabile!
Lo è?
Sì, se volete andare a lavorare.
No, se seguite quello che vi chiede il vostro corpo e cioè di rimanere a riposo.
La priorità è il bene del vostro futuro bambino e va al diavolo il lavoro per il momento.
Il nostro corpo è una macchina perfetta. Sa esattamente quando è ora di riposare, di mangiare, di muoversi. In un momento così delicato sia a livello psicologico che fisico è giusto assecondarlo quanto più possibile.
L’importante è non lasciare che i pensieri negativi vi attanaglino senza darvi pace. Centinaia di donne prima di voi hanno messo al mondo dei figli e non per questo hanno rinunciato a se stesse. Ricordate che prima di essere una madre siete una donna e una donna felice e soddisfatta sarà certamente una madre migliore.
Non fossilizzatevi. Non pensate al futuro. Questo è l’unico modo per combattere la tristezza, il pessimismo.
Vi ritroverete a pensare a quando non dormirà di notte, a quando avrete organizzato una vacanza e lui si buscherà la pertosse mandando a gambe all’aria i vostri programmi. Vi ritroverete a pensare che a quindici anni se ne andrà per i fatti suoi e magari comincerà a fare uso di droghe, a rispondervi male quando voi state attraversando un periodo così difficile solo per lui!
Non pensateci!
Non potete prevedere il futuro perché se non sareste già ricchissime!
Vivete un giorno per volta. Scacciate i cattivi pensieri.
Non pensate al futuro!
Questo è l’unico modo per superare questo difficile periodo in cui tutti vi infonderanno perle di saggezza come: la gravidanza non è una malattia.
Quando ve lo diranno vi immaginerete nell’atto di avventarvi sul loro collo, snudare i denti e strappar loro via la carotide perché lo sapete anche voi che non è una malattia.
Non si è mai sentito di nessuno che ha preso “la gravidanza” tirando il calzino un mese dopo!
Certo che lo sapete.
Ma se state male non è certo colpa vostra. Non dovete sentirvi in colpa o meno in grado di affrontarla solo perché non siete in forma e forti come dei tori anche se in molti cercheranno di insinuarvi questo dubbio.
Ogni gravidanza è un mondo a sé. Non si possono fare paragoni. Voi non siete uguali alla cugina dell’interlocutore telefonico, né alla sorella della collega d’ufficio.
Voi siete voi.
Quando arriva il giorno dopo vi sentite già più pratiche e usate il test (che deve avere inserti in oro per quanto costa) ed il risultato non vi delude.
Siete proprio incinte.
Da questo momento in avanti comincia una nuova vita per voi. I vostri ormoni si divertono a farvi cambiare umore da un momento all’altro e tutto sembra difficile.
Le domande che vi siete poste quella mattina chiuse in bagno vi assillano per settimane, mesi addirittura.
Tutti si congratulano e voi invece avete solo una gran paura.
Non sarà troppo presto? Vi domandate nonostante abbiate passato da un pezzo il periodo adolescenziale.
Diventeremo poveri! Vi dite pensando a quanto costa tutto quello che riguarda i bambini.
Lui cresce dentro di voi e voi non siete così certe di volere che questo accada. Lo sentite quasi come un estraneo. E’ come se vi avessero appena detto che vi verrà piazzato un neonato in casa senza che possiate fare nulla per far sì che non accada.
Perché di certo non pensate a liberarvi di quella creatura che avete tanto desiderato. Sapete che in fondo le vostre paure sono legittime. Vi sentite in colpa per il solo fatto di avere dubbi, ma non dovete.
E’ normale.
Ora tutti sono pronti a darvi dei consigli e raccontarvi la loro esperienza. Spesso sminuiranno i vostri malesseri e vi terrorizzeranno con frasi del tipo:
ma chi ve l’ha fatto fare?
Vedrete dopo!
Dormi adesso perché poi non ti capiterà così spesso!
Avete finito di vivere.
Queste frasi vengono tutte da gente che ha già figli e vi angosciano anche se non avete mai dato credito alle parole di queste simpatiche persone che vogliono solo farvi del bene…
Parlando con queste mamme datate vi sentirete dire:
io non ho avuto niente!
Non so cosa siano le nausee!
Ero più in forma di prima, forte come un toro!
La pressione bassa a me ha fatto un baffo!
Dolori pelvici? Ma quando mai!
Voi però passate la giornata a vomitare e se non vomitate avete lo stomaco rivoltato come un calzino.
I consigli delle mamme datate si sprecano:
mangia roba secca e salata.
Non bere troppa acqua.
Fai delle passeggiate.
Non fissarti sulle nausee se no non ti passano.
Tutto questo vi entra da un orecchio e vi esce dall’altro lasciandovi solo un vago senso di fastidio… un po’ come la puntura di una zanzara.
Perché voi non siete nate ieri. Sapete perfettamente che con la nausea è meglio bere di meno e mangiare cose asciutte, ma non passa!
Non passa!
Qualsiasi odore è un pugno allo stomaco. Qualsiasi sapore è terribile.
Dicono che le mamme sono tutte belle e voi pensate: perché non hanno mai visto me adesso!
A questo punto potete scegliere di coprire tutti gli specchi di casa oppure rintanarvi in camera da letto con la faccia sotto il cuscino.
Non se ne parla di andare a lavorare. State troppo male. Chi se ne frega se i colleghi pensano che state esagerando. Lo sapete voi come state!
Ogni tanto qualcuno vi manderà un messaggio o vi farà una telefonata. Non fate caso all’incredulità dei vostri interlocutori quando dopo aver ascoltato tutti i vostri sintomi vi risponderanno: ma… strano… mia cugina non se n’è neanche accorta!
Oppure: ma non puoi prendere qualcosa?
Certo… perché nel frattempo ovviamente siete andate alla vostra prima visita dal ginecologo e gli avete chiesto se esiste qualcosa per quella nausea terrificante che vi assilla dal mattino alla sera. Gli avete anche chiesto come mai non riuscite a stare sveglie per più di tre ore consecutive.
Lui vi ha sorriso… e vi ha detto che potete usare delle supposte… se è proprio indispensabile… e che è normale essere molto stanche soprattutto i primi mesi.
Fiduciose acquistate le supposte prescritte, arrivate a casa e leggete a fondo il bugiardino.
Dopo averlo letto in tutte le sue parti, la scatoletta finirà in un cassetto senza mai venire aperta.
Sì, potete usarle, ma c’è anche scritto: se è proprio indispensabile!
Lo è?
Sì, se volete andare a lavorare.
No, se seguite quello che vi chiede il vostro corpo e cioè di rimanere a riposo.
La priorità è il bene del vostro futuro bambino e va al diavolo il lavoro per il momento.
Il nostro corpo è una macchina perfetta. Sa esattamente quando è ora di riposare, di mangiare, di muoversi. In un momento così delicato sia a livello psicologico che fisico è giusto assecondarlo quanto più possibile.
L’importante è non lasciare che i pensieri negativi vi attanaglino senza darvi pace. Centinaia di donne prima di voi hanno messo al mondo dei figli e non per questo hanno rinunciato a se stesse. Ricordate che prima di essere una madre siete una donna e una donna felice e soddisfatta sarà certamente una madre migliore.
Non fossilizzatevi. Non pensate al futuro. Questo è l’unico modo per combattere la tristezza, il pessimismo.
Vi ritroverete a pensare a quando non dormirà di notte, a quando avrete organizzato una vacanza e lui si buscherà la pertosse mandando a gambe all’aria i vostri programmi. Vi ritroverete a pensare che a quindici anni se ne andrà per i fatti suoi e magari comincerà a fare uso di droghe, a rispondervi male quando voi state attraversando un periodo così difficile solo per lui!
Non pensateci!
Non potete prevedere il futuro perché se non sareste già ricchissime!
Vivete un giorno per volta. Scacciate i cattivi pensieri.
Non pensate al futuro!
Questo è l’unico modo per superare questo difficile periodo in cui tutti vi infonderanno perle di saggezza come: la gravidanza non è una malattia.
Quando ve lo diranno vi immaginerete nell’atto di avventarvi sul loro collo, snudare i denti e strappar loro via la carotide perché lo sapete anche voi che non è una malattia.
Non si è mai sentito di nessuno che ha preso “la gravidanza” tirando il calzino un mese dopo!
Certo che lo sapete.
Ma se state male non è certo colpa vostra. Non dovete sentirvi in colpa o meno in grado di affrontarla solo perché non siete in forma e forti come dei tori anche se in molti cercheranno di insinuarvi questo dubbio.
Ogni gravidanza è un mondo a sé. Non si possono fare paragoni. Voi non siete uguali alla cugina dell’interlocutore telefonico, né alla sorella della collega d’ufficio.
Voi siete voi.
lunedì 27 ottobre 2008
La gravidanza non è una malattia... ma dai??? 1° capitolo
Il TEST E L’ANNUNCIO
La gravidanza non è una malattia…
Questa è la frase che vi accompagnerà per tutti i nove mesi d’attesa. Ve lo ricorderanno tutti quanti, esperti e meno esperti.
Vi rimbomberà nella testa quando a quattro zampe vi alzerete dal letto con un’unica visione: il water dove farete tornare a miglior vita il succulento pacchetto di crackers che avete mangiato per colazione.
Non importa se la pressione sarà talmente bassa da farvi sentire una sorta di grosso pachiderma sotto il sole di agosto. Non importa se qualsiasi odore, anche il più buono, vi provocherà conati di vomito. Non importa se il vostro seno sarà dolorante e sul punto di esplodere.
In ogni caso tutti vi sorrideranno con condiscendenza, scuoteranno la testa per sottolineare che state esagerando e pronunceranno la fatidica frase: la gravidanza non è una malattia.
A questo punto so che molte di voi vorrebbero riempire i polmoni e urlare in faccia all’interlocutore di tenersi per sé le proprie opinioni… non fatelo perché siete piene di ormoni.
Basta nulla per perdere il controllo e passare per matte.
Ma cominciamo dal principio, da quel giorno in cui siete certe che vi stia arrivando il ciclo. Siete stanche, nervose e forse avete anche una percezione strana del caldo e del freddo. Vi sentite quasi come se foste in menopausa. Vampate di calore vi fanno ribollire, ogni tanto avete dei giramenti di testa e pensate: ecco… ci siamo.
La solita corsa in bagno però vi lascia deluse.
Non pensate minimamente di essere incinte.
Innanzitutto siete in ritardo di pochi giorni e poi ne avete tutti i sintomi no? Anche peggiori del solito!
Passano i giorni, siete spossate e stanche. Date la colpa al fatto che non ci sono più le mezze stagioni, ai pollini che cominciano a girovagare e farvi starnutire, ma poi arrivate ad un punto in cui è doveroso domandarsi: come mai non arrivano?
Questa è una domandona.
Una domandona da un milione di euro. Chissà come mai? Forse perché da un anno a questa parte avete deciso con il vostro lui di lasciar perdere le precauzioni?
Il passo successivo è la farmacia dove per una modica cifra da ladrocinio vi vendono il test… anzi… i test. Perché come fidarsi di uno solo?
Qui viene il bello.
Fare il test è semplice, certo, ma l’agitazione è tanta e continuate a domandarvi: ma possibile? Io incinta? Io che divento madre?
Il rischio è di farsi la pipì sulle mani lasciando intatto il test.
Con calma e sangue freddo alla fine ce la fate. Cavolo, in fondo avete superato i trenta. È ora di mettere su famiglia! I vostri genitori ormai hanno smesso di chiedervi quando succederà. Gli amici danno per scontato che non accadrà mai.
Il test è subdolo.
Prima di tutto può dare un risultato sbagliato solo in un senso: può risultare negativo anche se siete effettivamente incinte, ma non darà mai risultato positivo se non lo siete.
Ovviamente a nulla vale questa piccola verità. Perché quando lo prendete con mani tremanti e vedete la lineetta non ve ne capacitate.
Farne un altro è l’unica soluzione, ma non subito… no… dovete aspettare il mattino successivo perché nelle istruzioni c’è scritto che è meglio utilizzare l’urina del mattino e con quel che costano non volete sprecarlo.
Anche se ancora non ne siete certe cominciate a pensare a voi in modo diverso. C’è qualcosa che sta crescendo nel vostro ventre!
Siete incredule, spaventate, a tratti felici e a tratti provate un senso di rifiuto.
Qui arriva un’altra fatidica domanda: sarò in grado di fare la madre?
Di far fronte a tutti gli impegni, di riuscire ancora a pensare a me stessa, di andare in vacanza, di passare una serata davanti al mio telefilm preferito, di organizzare una serata con gli amici?
Tutto queste domande vi si affollano nella mente mentre siete chiuse in bagno ormai da più di mezzora. Il vostro compagno o marito crede ormai che siate fuggite dalla finestra costruendo una corda di fortuna con il rotolo della carta igienica. Dovete dirglielo subito o è meglio aspettare di essere proprio sicure?
In passato avete immaginato mille volte il modo in cui glielo avreste detto.
Una cenetta al lume di candela, un bel vestito, un bigliettino romantico e l’annuncio. Non ce la fate! Dovete dirglielo subito!
Scapigliate, senza un filo di trucco, con ancora indosso la vecchia t-shirt che usate per dormire. Vi appoggiate allo stipite della porta, un po’ vi viene da piangere e un po’ rischiate di scoppiare in una risata isterica.
“Forse… sai… forse aspettiamo un bambino…” più o meno saranno queste le parole che riuscirete a dire mentre guardate il vostro lui che strabuzza gli occhi.
Anche in questo caso vi aspettate una reazione da film. Lui che si alza dalla sua poltrona preferita, vi corre incontro coprendo i pochi metri che vi dividono, vi prende tra le braccia facendovi roteare per aria tipo “presa di Amici” e grida: ma è stupendo!
Nella realtà aggrotterà la fronte, deglutirà con fatica e rimanendo paralizzato sulla sua poltrona vi guarderà incredulo. Gli ci vorranno almeno una ventina di minuti per metabolizzare la notizia e rispondere: Oh santo cielo!
Voi sapete che è felice, che lo vuole quanto voi però comprendete che se è difficile comprendere quello che sta accadendo per voi, per lui dev’esserlo all’ennesima potenza.
Forse sarebbe stato meglio preparargli un caffè nero prima?
Sì, forse sì.
La gravidanza non è una malattia…
Questa è la frase che vi accompagnerà per tutti i nove mesi d’attesa. Ve lo ricorderanno tutti quanti, esperti e meno esperti.
Vi rimbomberà nella testa quando a quattro zampe vi alzerete dal letto con un’unica visione: il water dove farete tornare a miglior vita il succulento pacchetto di crackers che avete mangiato per colazione.
Non importa se la pressione sarà talmente bassa da farvi sentire una sorta di grosso pachiderma sotto il sole di agosto. Non importa se qualsiasi odore, anche il più buono, vi provocherà conati di vomito. Non importa se il vostro seno sarà dolorante e sul punto di esplodere.
In ogni caso tutti vi sorrideranno con condiscendenza, scuoteranno la testa per sottolineare che state esagerando e pronunceranno la fatidica frase: la gravidanza non è una malattia.
A questo punto so che molte di voi vorrebbero riempire i polmoni e urlare in faccia all’interlocutore di tenersi per sé le proprie opinioni… non fatelo perché siete piene di ormoni.
Basta nulla per perdere il controllo e passare per matte.
Ma cominciamo dal principio, da quel giorno in cui siete certe che vi stia arrivando il ciclo. Siete stanche, nervose e forse avete anche una percezione strana del caldo e del freddo. Vi sentite quasi come se foste in menopausa. Vampate di calore vi fanno ribollire, ogni tanto avete dei giramenti di testa e pensate: ecco… ci siamo.
La solita corsa in bagno però vi lascia deluse.
Non pensate minimamente di essere incinte.
Innanzitutto siete in ritardo di pochi giorni e poi ne avete tutti i sintomi no? Anche peggiori del solito!
Passano i giorni, siete spossate e stanche. Date la colpa al fatto che non ci sono più le mezze stagioni, ai pollini che cominciano a girovagare e farvi starnutire, ma poi arrivate ad un punto in cui è doveroso domandarsi: come mai non arrivano?
Questa è una domandona.
Una domandona da un milione di euro. Chissà come mai? Forse perché da un anno a questa parte avete deciso con il vostro lui di lasciar perdere le precauzioni?
Il passo successivo è la farmacia dove per una modica cifra da ladrocinio vi vendono il test… anzi… i test. Perché come fidarsi di uno solo?
Qui viene il bello.
Fare il test è semplice, certo, ma l’agitazione è tanta e continuate a domandarvi: ma possibile? Io incinta? Io che divento madre?
Il rischio è di farsi la pipì sulle mani lasciando intatto il test.
Con calma e sangue freddo alla fine ce la fate. Cavolo, in fondo avete superato i trenta. È ora di mettere su famiglia! I vostri genitori ormai hanno smesso di chiedervi quando succederà. Gli amici danno per scontato che non accadrà mai.
Il test è subdolo.
Prima di tutto può dare un risultato sbagliato solo in un senso: può risultare negativo anche se siete effettivamente incinte, ma non darà mai risultato positivo se non lo siete.
Ovviamente a nulla vale questa piccola verità. Perché quando lo prendete con mani tremanti e vedete la lineetta non ve ne capacitate.
Farne un altro è l’unica soluzione, ma non subito… no… dovete aspettare il mattino successivo perché nelle istruzioni c’è scritto che è meglio utilizzare l’urina del mattino e con quel che costano non volete sprecarlo.
Anche se ancora non ne siete certe cominciate a pensare a voi in modo diverso. C’è qualcosa che sta crescendo nel vostro ventre!
Siete incredule, spaventate, a tratti felici e a tratti provate un senso di rifiuto.
Qui arriva un’altra fatidica domanda: sarò in grado di fare la madre?
Di far fronte a tutti gli impegni, di riuscire ancora a pensare a me stessa, di andare in vacanza, di passare una serata davanti al mio telefilm preferito, di organizzare una serata con gli amici?
Tutto queste domande vi si affollano nella mente mentre siete chiuse in bagno ormai da più di mezzora. Il vostro compagno o marito crede ormai che siate fuggite dalla finestra costruendo una corda di fortuna con il rotolo della carta igienica. Dovete dirglielo subito o è meglio aspettare di essere proprio sicure?
In passato avete immaginato mille volte il modo in cui glielo avreste detto.
Una cenetta al lume di candela, un bel vestito, un bigliettino romantico e l’annuncio. Non ce la fate! Dovete dirglielo subito!
Scapigliate, senza un filo di trucco, con ancora indosso la vecchia t-shirt che usate per dormire. Vi appoggiate allo stipite della porta, un po’ vi viene da piangere e un po’ rischiate di scoppiare in una risata isterica.
“Forse… sai… forse aspettiamo un bambino…” più o meno saranno queste le parole che riuscirete a dire mentre guardate il vostro lui che strabuzza gli occhi.
Anche in questo caso vi aspettate una reazione da film. Lui che si alza dalla sua poltrona preferita, vi corre incontro coprendo i pochi metri che vi dividono, vi prende tra le braccia facendovi roteare per aria tipo “presa di Amici” e grida: ma è stupendo!
Nella realtà aggrotterà la fronte, deglutirà con fatica e rimanendo paralizzato sulla sua poltrona vi guarderà incredulo. Gli ci vorranno almeno una ventina di minuti per metabolizzare la notizia e rispondere: Oh santo cielo!
Voi sapete che è felice, che lo vuole quanto voi però comprendete che se è difficile comprendere quello che sta accadendo per voi, per lui dev’esserlo all’ennesima potenza.
Forse sarebbe stato meglio preparargli un caffè nero prima?
Sì, forse sì.
lunedì 13 ottobre 2008
Zerounoundici edizioni
Sono lieta di comunicare che inizia un nuovo percorso di pubblicazione con questa casa editrice.
Contratto limpido senza richiesta di contributi nè acquisto di copie.
Mi accingo a finire l'editing.
Contratto limpido senza richiesta di contributi nè acquisto di copie.
Mi accingo a finire l'editing.
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